Perché Sanremo è Sanremo

Ci siamo, questa sera inizia il Festival di Sanremo. C’è chi lo ama, chi lo detesta, chi è pronto a criticare chi lo guarda e chi critica e basta. Ma cosa significa un Festival dopo un anno di pandemia? Proviamo a vederlo con occhi più critici.
Questa settimana usciranno 26 singoli nuovi ai quali corrispondono 26 album o ep da promuovere.
26 artisti seguiti ognuno dal proprio management, ufficio stampa e agenzia di booking.
26 artisti che potrebbero annunciare un tour estivo, autunnale o primaverile. 
26 artisti che nelle prossime settimane dovranno promuovere in streaming il proprio disco.
26 artisti visibili sul palco, ma dietro le quinte quante persone collaborano per far sì che loro siano su quel palco?

Numeri, volti, competenze che in questi ultimi mesi abbiamo totalmente messo in un angolo. 
Professionisti che oggi con l’inizio di Festival di Sanremo vedono un barlume di speranza. 
Ecco perché quest’anno il Festival ha un valore differente. Permette a 26 artisti di tornare a lavorare e riprendere in mano la propria vita professionale. Sì, professionale. Fare il cantante, occuparsi di eventi e di musica è un lavoro come un altro. Ci si diverte, vero ma è pur sempre un lavoro. 

Colpo di scena.

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