Polaroid

“Lo sai che hai un dono?”
“Faccio scappare le persone, un talento vero.”
“Non intendo questo.”
“E cosa vorresti dire?”
“Sei profonda, attenta ai dettagli, sensibile. Vedi oltre all’apparenza.”
“Peccato che per la maggior parte del nostro tempo sia sufficiente la prima impressione per farci un’idea su chi abbiamo di fronte.”
“Sei dura con te stessa. Hai provato a darti una possibilità?”
“Per confermare la mia testardaggine?”
“No, di essere felice.”
“Puoi smetterla di buttare frasi da commedia italiana in qua e là?”
“Sono seria, fermati un attimo. Dammi un valido motivo per non provarci.”
“Un cuore a pezzi non è mai una buona partenza.”
“E se lui ti aiutasse a raccogliere i cocci?”
“Potrebbe essere un inizio di qualche storia della terza età. Tentava di aiutarla a trovare la sua strada e scappò con la badante.”
“Davvero, magari ti stupisce.”
“Non lo metto in dubbio.”
“Perché sei così cinica?”
“Perché tu guardi i film di Ozpetek?”
“Che?”
“Li guardi perché parlano di vita quotidiana coraggiosa. Quella composta dai sentimenti forti e da vicende che meritano di essere raccontate. La mia vita non è così. È banale, ordinaria, semplice. Esco la mattina, vado in ufficio, esco dall’ufficio, torno a casa. Pochi vizi, tanta incoerenza e una discreta quantità di pensieri accompagnati da errori a profusione. Nessuno può provare curiosità in questa confusione. Alzo muri per abbattere le paranoie, odio il contatto umano e sono sincera a volte credo di detestare gli umani stessi. Sono la prima a non capirmi e dall’esterno posso sembrare così tranquilla quando in realtà c’è una tempesta in corso. Ho paura dei miei stessi cocci e non ci voglio provare. Non sono pronta a perdere l’ennesima persona per i miei difetti e guai se inizi a farmi la morale sul fatto che gli opposti si attraggono o qualunque discorso in cui vengano interpellati rimorsi e rimpianti di non aver detto, fatto qualcosa. Tu vorresti stare con il tuo peggiore incubo?”
“Mi sono persa.”
“Ecco stai esattamente provando quello che provo io ogni santo giorno.”
“E Ozpetek?”
“Niente, ieri sera ho visto Mine Vaganti.”
“Non me la racconti giusta.”
“Se vuoi posso raccontarti la prima impressione.”

(La mia polaroid)

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