Andare a un concerto di Niccolò Fabi

Primo appuntamento. Lui la porta a un incontro/concerto acustico di Niccolò Fabi. Mi commuovo un attimo sulla scelta e subito dopo penso, ma se lei ascoltasse metal? Il dubbio sorge perché osservandoli lui è quello elettrizzato e che racconta aneddoti, ricordi, canzoni da quando hanno superato la biglietteria e il controllo della temperatura per le restrizioni covid. È tutto un sai che, quella volta là, se suona quella canzone sicuramente ti piacerà, l’ultimo disco è, dopo possiamo andare a bere qualcosa se ti va. Lei è quella che si guarda intorno un po’ nervosa e spaesata, forse non fino ad oggi non c’era mai stata a Bra e la prima uscita se le era immaginata tutta in un altro contesto. Una cena a lume di candela, una pizza, una passeggiata, un gelato in centro o una birra al pub. Qualcosa di semplice e gestibile con eventuali uscite di emergenza. E invece, il destino l’ha portata qui. Ha accettato titubante perché quello che conta è vedersi e conoscersi, no? Lo ha anche ripetuto alle amiche per convincersi. L’importante è uscire con il ragazzo che le piace tanto. Ad un incontro di Fabi. In prima fila.

Secondo me fino a ieri sera non aveva mai ascoltato una canzone e osservando il sorriso a fine incontro forse è stata la scoperta migliore che potesse fare.

 

Niccolò Fabi, 4 agosto (Attraverso Festival, Bra)

4 risposte a "Andare a un concerto di Niccolò Fabi"

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  1. I primi 3 concerti della mia vita erano tutti e 3 di Franco Battiato. Gli piace farli in mezzo ai prati, e questo talvolta causa degli inconvenienti non da poco.
    Ad esempio, al primo dei 3 concerti aveva piovuto a dirotto dalla mattina fino a un’ ora prima dell’ inizio, e quindi per raggiungere il mio posto a sedere dovetti avanzare nel fango che mi arrivava fino alle caviglie.
    Tuttavia, fare i concerti in un contesto agreste ha anche dei lati positivi: ad esempio, al secondo e al terzo concerto eravamo in piena Primavera, e quindi l’ aria era carica di tutti gli odori naturali della terra, sembrava di essere nel giardino dell’ Eden.
    Al primo concerto Battiato fece un’ entrata in scena spettacolare: arrivò in macchina, fece fermare l’ autista a poca distanza dagli ultimi posti a sedere e poi percorse a piedi il tragitto da lì al palco. Anche lui si sarà riempito le scarpe di fango, ora che ci penso.
    Il pubblico fu molto disciplinato: invece di sporgersi in avanti per toccarlo, si alzò in piedi e lo applaudì a scena aperta. Lo facemmo perché avevamo capito il senso profondo di quella scelta: Battiato voleva esprimere vicinanza al suo pubblico non con un sorriso finto, non con un ringraziamento stereotipato, ma con il gesto simbolico di camminare in mezzo a noi. Ci commosse senza bisogno di dire una parola.
    Il terzo concerto fu il più bello in assoluto, perché lui nell’ ultima mezz’ora ci chiamò tutti sotto il palco e fece canzoni a richiesta finché non gli andò via la voce.
    Quella sera stessa capii che non l’ avrei più visto in concerto, perché era meglio chiudere così, avevo già toccato l’ apice.
    Cosa ne pensi della mia esperienza?

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    1. Ti ringrazio per avermi condiviso la tua esperienza. È sempre affascinante scoprire cosa prova uno spettatore, una persona che potrebbe essere al tuo fianco durante un concerto e confrontarsi su quanto si è ascoltato e vissuto con quell’artista. Franco Battiato, pur non seguendolo in modo costante sono sincera, credo sia uno di quegli artisti che sanno coinvolgere e sanno lasciare il segno con la propria musica, il proprio modo di porsi, il proprio linguaggio. I cantautori hanno spesso una sensibilità capace di arrivare dritta al cuore in modalità sorprendenti, hanno una percezione del fare musica che va oltre al passaggio radiofonico, al numero di ascolti o alla quantità di persone presenti al proprio concerto. Vivono quella musica in prima persona, ancora prima di farla ed eseguirla. Credo che tu abbia avuto tre bellissime occasioni per avvicinarti al mondo di Franco e quando mi parli del tuo ultimo concerto capisco che sia difficile replicare tale perfezione con altri live. Vero, ma mi sento di dirti di lasciarti conquistare anche dalle imperfezioni. Tieni con te questi ricordi splendidi e prova a scoprire altre sfumature capaci di ricordarti che hai sentito, vissuto sulla tua pelle la perfezione di un cantautore che apprezzi ed è stata una grande fortuna.

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