Nodi

Ci sono una quantità di cose che nella nostra vita non hanno una spiegazione. Eventi, casi, fatti che succedono e basta. Questione di destino, questione di coincidenze, questione di essere capitato lì o forse doveva andare così. Provate a dirlo a qualcuno che ha perso una persona cara, a qualcuno che ha una manciata di ricordi in mano e non sa bene quando si dimenticherà anche di quelli, a qualcuno che ha paura e non sa spiegare di cosa ha paura, a qualcuno che pensava di aver già visto tanto cose poco piacevoli e forse non si meritava di vederne altre, a chi sta lottando da tempo contro un male e quando si distrae un attimo viene assalito dagli imprevisti e dal male stesso che gli bussa alla porta. Ognuna di queste persone, ma può capitare anche noi stessi, quando arriva la scossa che ti fa muovere la terra sotto i piedi sentiamo il bisogno di darci delle risposte. Inizia la cosiddetta fase perché è capitato a noi o ai nostri cari. Uno sente la necessità di aggrapparsi a motivazioni più o meno logiche per stare meglio o per rassegnarsi all’evidenza. Siamo umani e credo sia normale voler riuscire a collocare ogni emozione in un’area precisa degli eventi della nostra vita. In certi casi è difficile e nemmeno un libretto di istruzioni potrebbe toglierci il dubbio, placare il senso di irrequietezza o il vuoto che si è creato.

Io in questo momento se mi guardo intorno vedo nodi da sciogliere, nodi che lentamente si stanno formando e nodi che dopo tanto tempo hanno deciso di cedere. L’ho sempre detto che un corso di nautica tornerebbe utile.

Ph. di Leigh Patrick da Pexels

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