La musica che gira

Mi mancano i concerti. Mi manca sentire le persone battere a tempo le mani insieme all’artista. Mi manca il brivido che si prova quando le luci si spengono e pochi secondi la magia del live prende vita. Mi manca il venire sballottata un po’ a destra, un po’ a sinistra durante le canzoni movimentate. Mi manca il cercare qualcuno sugli spalti o sotto palco e alzare la mano con la speranza di vedersi in mezzo a mille persone. Mi mancano le foto sfocate sul cellulare e i video con la mia voce poco intonata. Mi mancano le birrette in fondo al parterre. Mi manca addirittura la coda che si crea nel parcheggio post concerto e il ritardo che lentamente si accumula sul rientro a casa. Mi mancano le recensioni e le foto professionali del giorno dopo. Mi manca il mal di gola per aver cantato troppo.

Mi mancano i cosiddetti assembramenti culturali. Quelli che ti permettono di vivere una serata diversa e scoprire nuove forme d’arte e interpretazione. Mi mancano gli appuntamenti segnati in rosso sul calendario che mi portano dritta sotto al palco e mi regalano qualche ora di svago dalla routine. E se tra le priorità del Governo non ci fosse questa esigenza?

Io mi schiero dalla parte di chi ogni giorno si impegna a creare eventi, concerti, intrattenimento, produzioni musicali, teatrali e cinematografiche. Chi ha un’attività legata a questo settore: sopra, sotto, dietro, davanti al palco. Chi ha scelto di investire il proprio tempo, competenze ed energie in un lavoro spesso sottovalutato. Organizzare eventi, creare prodotti culturali, esprimere i propri pensieri e condividerli è un lavoro che va riconosciuto e soprattutto tutelato. Se il mondo dell’intrattenimento si blocca non si ferma solamente il cantante, l’attore e chiunque sia facilmente individuabile e visibile durante un evento culturale. Si ferma il tecnico del suono, il barista che ti serve la birra, il proprietario del locale che ti ospita per l’evento, l’ufficio stampa dell’artista, l’ufficio stampa del locale, l’agenzia che si occupa di logistica e trasporti, l’agenzia di booking e ticketing, l’addetto alla sicurezza, il tecnico delle luci, il make- up artist, il casting per trovare nuove comparse, il fotografo, il videomaker, il regista, l’addetto della produzione, l’agenzia di comunicazione, il management dell’artista, il tour manager, l’addetto alla pulizia del locale, il giornalista, lo staff tecnico del locale, lo sponsor, lo stylist, l’addetto alla biglietteria, il direttore di palco, il direttore creativo, l’addetto al montaggio dei palchi, la band, il manager dell’artista, il/la segreterio/a di produzione. Professionisti di vari settori tutti uniti per un unico obiettivo: creare intrattenimento.

E diciamolo, l’intrattenimento è qualcosa di cui difficilmente siamo disposti a rinunciare.

Nasce, per questo motivo, “La musica che gira“. Un coordinamento composto da professionisti, lavoratori, artisti e imprenditori della musica e dello spettacolo che si sono uniti per dar voce al loro settore.

Ph. Alex Brisbey

 

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