30 minuti per… Mancarsi.

“Ci sono.”

Pazzesco come 30 minuti possano essere infiniti o rapidissimi a seconda della circostanza, della situazione e della giornata. Non ho mai capito come sia possibile, ma non è il momento per perdere altro tempo. Lui è pronto, sta aspettando.
Ok, posso farcela. Inizio a comporre il suo numero con una lentezza immane quasi pregando di non ricordarmi tutte le cifre, quasi per tenerlo sulle spine, quasi per illudermi di poter ancora cambiare idea. Ho paura. Ho passato quei trenta dannati minuti a camminare avanti e indietro per cercare di calmarmi e per trovare una soluzione. Come se i sentimenti fossero gestibili tramite foglietto di istruzioni. Se sbagli bacialo, se ti fa arrabbiare spegni il cellulare, se si è dimenticato del giorno X in cui vi siete incrociati per dieci secondi per la prima volta sfoggia un broncio degno di nota. Solitamente abbiamo un rimedio per le situazioni non a nostro favore, solitamente. Devo essere forte o per lo meno sembrare di esserlo. Ho ripetuto una quantità di volte il discorso da dire. Io so cosa provo esattamente e probabilmente è questo il problema. La percentuale di possibilità di riuscire a dire cosa realmente penso è bassa. Ottimo, squilla. Potrei fingere di essere in una galleria e non sentirlo bene se le cose si mettono male. Squilla ancora. Magari ho fortuna, sta prendendo un panino al bar e il cellulare è in tasca ancora con il silenzioso. Uno squillo e se non risponde metto giù.

“Ciao Ginevra.”
È vivo. Nessun tesoro, amore. Partiamo bene.
“Ciao Fede.”
Rico, avrei dovuto prendere distanza anch’io. Quando mai l’ho chiamato Federico per esteso? Non devo distrarmi, il discorso. Devo iniziare il discorso.
“Dimmi.”
Il re delle parole. Passa la palla a me, grazie. In questo momento se non fosse per tutto il brusio del traffico si potrebbe sentire in modo chiaro il battito del mio cuore. Oggi sotto al blazer bordeaux mi sono messa la tua maglietta orribile per averti vicino. Fede ci stiamo lasciando, io lo so. E tu?

3 risposte a "30 minuti per… Mancarsi."

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  1. Spiazzante, ma bello. Sei riuscita in poco tempo a creare quell’illusione magica che poi si infrange contro un muro di sentimenti inespressi. In un primo momento ho immaginato potesse avere vita un seguito, ma va bene così, è il destino che ci insegna a scrivere cose belle, da ascoltare. Spero sia solo frutto di fantasia, per te ovviamente, ma complimenti davvero. 👏😊

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    1. Mi fa sempre piacere leggere le tue impressioni e scoprire come hai interpretato i miei pensieri. In questo caso questa storia e posso confermarti che è nata da un mix di eventi ed idee rispetto ai pensieri aggrovigliati la protagonista non sono io 😉

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