Gli angoli perfetti di Torino

Una foto al giorno leva la quarantena di torno? Forse non era così, ma ho un rullino pieno di scatti inediti ed è il momento di utilizzarli. Sento la mancanza dei miei luoghi del cuore, ma ho un piccolo trucco per ingannare il tempo. Il gioco è semplice bisogna liberare l’immaginazione e unirla al giusto mix di ricordi. Per esempio, oggi passando dalla camera alla cucina ho pensato alla mia Mole. Ho chiuso gli occhi per un attimo e ho visto la coda di turisti pronti per entrare al museo del cinema. Il brusio delle persone intente a ricontrollare i tempi per poter vedere tutte le tappe previste dalla loro scaletta. Qualcuno vorrebbe spingersi fino a Superga, ma chissà se ci riuscirà. Forse conviene fermarsi dal Monte dei Cappuccini. Poco più in là ci sono i bambini della scuola materna pronti ad abbracciare la mamma o il papà e se sono fortunati entrambi. Qualche metro dopo troviamo gli universitari di Palazzo Nuovo con le occhiaie e i libri in mano per l’ultimo ripasso prima dell’esame. È tutto un speriamo non me lo chieda e lo sappiamo tutti, quello sarà l’argomento della prima domanda durante l’orale. Matematico. Tornando più vicino alla Mole, giusto quel paio di metri, c’è la mia panetteria preferita. Hanno appena sfornato i muffin. Il migliore? Quello al cioccolato bianco, preferibilmente abbinato a un buon caffè. Proseguendo la camminata possiamo arrivare fino a largo montebello sperando di trovare una panchina libera fissando le due altalene e i nonnetti parlare. Per le questioni di letture e libri imperdibili conviene fare un salto da Mattia della libreria Golem. Se invece scatta quel senso di fame e lo stomaco brontola è un chiaro segno del destino per concedersi una pausa da Barbiturici. Il club sandwich e la cheesecake sono una garanzia. Porzioni giganti e pancia soddisfatta. Il tempo vola e per un aperitivo veloce, ma di sostanza ci possiamo fermare al Rossini e poi proseguire il giro alle Panche o da Orobirra per scoprire qualche birra artigianale. Chissà se all’Off topic suona qualcuno. Non importa chi, un salto si fa sempre. Ok, mi sono fatta prendere la mano ma non vedo l’ora di tornare a vivere tutto questo. Torino ci vediamo presto.

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