Rewind: 365 days

Riavvolgere 365 giorni e individuare una parola per descrivere questo 2019: rivoluzione. Un anno di scatoloni da riempire domandandosi come sia possibile racchiudere in essi quasi dieci anni di vita. Un anno di sentimenti disastrati tenuti con un nastro adesivo un po’ precario, ma quando si ha la testa dura si ha la testa dura. Chi vince questo tipo di battaglie? Probabilmente chi riesce a gestire le faccende di cuore mantenendo la distanza, come quando devi apparecchiare la tavola e non ti ricordi dove posizionare la forchetta. Destra o sinistra? Senza chiedere un parere la molli sul tavolo. A caso. L’importante è che sia sul tavolo. Un approccio che mi fa arrabbiare così tanto da aver versato lacrime sul volante della macchina quando passavano in radio qualche canzone sbagliata, sul giubbotto rosso che avevo messo l’ultima volta che siamo usciti insieme sperando fosse tutto speciale ma in realtà non sarebbe successo nulla di speciale e lo sapevo ma la testa dura non molla (accidenti), sull’agenda dove ho appuntato quei piccoli attimi di felicità e che mi hanno aiutato a vedere il lato positivo di tutto. Nonostante le aspettative e le delusioni amare, ma se hanno inventato lo zucchero un motivo ci sarà. Un anno di concerti con una buona media da sperare di entrare nelle azioni di Ticketone il prima possibile. Un anno di passi veloci compensati a momenti di passi lenti per tornare a respirare. Un anno di nuovi amici e persone speciali incontrate sul cammino. Un anno di abbracci veri. Un anno di sfide, come partire a piedi per la via Francigena. Un anno di chilometri macinati tra macchine, treni e aerei. Amori con le ali canterebbe un caro cantautore. Un anno di foto stampate per ricordare che quando uno è felice ha proprio quella faccia lì. Un anno di buona musica e di momenti bipolari in cui il trash e l’indie hanno spesso avuto la meglio. Una cosa l’ho capita, Achille Lauro ti ho voluto bene a Sanremo ma a Mondovì ho pensato di scappare. L’idea di creare una piscina fai da te sul palco però era geniale. Un anno intenso e ringrazio ogni singola persona incontrata, anche per un attimo, che abbia contribuito a questa rivoluzione. Ne avevo bisogno. ❤️

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