Migliori album italiani 2019

Gli ultimi giorni dell’anno sono il periodo ideale per tirare le somme e fare un resoconto su qualsiasi cosa: migliori programmi tv, migliore radio, migliori canzoni, migliori album italiani e stranieri, migliori momenti esilaranti, migliori tour o concerti, migliori fiction o serie tv, migliore blog, migliore youtuber, migliore startup, migliore influencer, miglior film, migliore rivelazione dell’anno, migliore vita vissuta e così via.

Una classifica dietro l’altra, ma in campo musicale quali sono gli album italiani che hanno fatto la differenza durante il 2019? Qualche idea ce l’ho e prima che l’anno giunga al suo termine, ormai mancano davvero poche ore, vi svelo gli album che dovreste conoscere e soprattutto aver ascoltato o ascoltare almeno una volta.

  • “La terra sotto i piedi” di Daniele Silvestri

Un album che si consuma ascolto dopo ascolto e che ti consuma canzone dopo canzone. Quando non sai come definire determinate situazioni ci pensa Daniele Silvestri a suggerire le giuste parole. Una magia e un talento. La sequenza letale di brani da sentire del disco è questa: qualcosa cambia, rame e prima che.

  • Ho bisogno di dirti domani di Nicolò Carnesi

Nicolò Carnesi è cantautore giovane dell’ultima generazione con una varietà di sfumature capaci di stravolgere pensieri e idee. Si mette in gioco con un nuovo album che evolve canzone dopo canzone. Turisti d’appartamento, ho bisogno di dirti domani e carta da parati sono i 3 brani da ascoltare ad occhi chiusi.

  • Tradizione e tradimento di Niccolò Fabi

Dopo un periodo di silenzio torna in scena Niccolò Fabi con un album capace di tenerti sulle spine e con i brividi per tutta la sua durata. Ogni canzone scava lentamente con delicatezza pensieri ed emozioni portandole alla luce. Un nuovo miracolo, dopo “Una somma di piccole cose” dove il cantautore aveva gareggiato con la perfezione. I tre pezzi che vi suggerisco di ascoltare, se possibile, con le cuffie e successivamente in macchina o durante il tragitto in tram sono: amori con le ali, a prescindere da me e io sono l’altro.

  • Milano parla piano di Wrongonyou

Il giovane musicista Marco Zitelli, in arte Wrongonyou, durante il 2019 propone un disco in italiano. Una scelta precisa nel voler stravolgere l’approccio iniziale in cui si era fatto conoscere con un primo disco in lingua inglese e con un sound folk coinvolgente. Con “Milano parla piano” Wrongonyou cambia le carte in tavola e gioca con la sua lingua originale e si sposta lentamente sulla sfera pop. Il risultato? Decisamente buono. Ho come la sensazione che sentiremo ancora parlare di lui. Le tre canzoni che vi propongo sono: solo noi due, Milano parla piano e perso ormai.

  • 2C2C Best of di Cesare Cremonini

Il vero anno da festeggiare per Cesare Cremonini sarà il 2020, ma la voglia di coinvolgere i propri fan e di renderli partecipi è stata così tanta da proporre un best of spaziale. Un vero e proprio regalo che il cantautore bolognese ha voluto fare per dimostrare con eleganza come si possa proporre un best of d’eccezione. Sei dischi, sì avete ben capito, sei dischi contenenti i suoi più grandi successi in versioni totalmente rivisitate e inedite. Versioni originali, versioni live, versioni orchestrali e molto altro ancora. Sei, le canzoni inedite. Ora non ci resta che attendere il tour negli stadi per festeggiare i suoi 20 anni di carriera. Nell’attesa questi i 3 brani da ascoltare a volume alto e se possibile in un luogo silenzioso: #Marmellata 25 original home recording, Nessuno vuole essere Robin – alternative strings demo e Al telefono.

  • Gioventù bruciata di Mahmood

Tutta l’Italia e successivamente tutta l’Europa ha cantato Soldi durante il 2019. Un brano che ha conquistato tutti. Come scordarsi la platea del Festival di Sanremo e dell’Eurovision battere la mani a tempo durante il ritornello? Mahmood però non ha solamente proposto “Soldi” in questi mesi. “Gioventu bruciata” è il suo album di esordio dove descrive la malinconia e la fragilità con un sound coinvolgente. Le tre canzoni che vi propongo sono: Uramaki, Milano good vibes e Anni ’90 feat Fabri Fibra.

  • La vita veramente di Fulminacci

Segnatevi questo nome perché Filippo Uttinacci, in arte Fulminacci, si prospetta una interessante scoperta per la scena del cantautorato italiano. Il suo album “La vita veramente” ne è la prova. Il suo modo di scrivere è spesso cinico, diretto e lucido. Spesso in questi mesi è stato definito “il giovane vecchio” e le sue canzoni ricordano in certi tratti il sound di Daniele Silvestri, altre quello di Calcutta. Un bel mix di sfumature che unite creano un disco non banale. Le tre canzoni che vi suggerisco di sentire sono: Tommaso, Borghese in borghese e al giusto momento.

Durante questo 2019 sono usciti una quantità di altri dischi che avrei potuto nominare, come “Persona” di Marracash, “Ex voto” di Aiello, 23 6451 di Tha Supreme, Diari aperti di Elisa, “Buona vita” dei Rio, “Animali notturni” dei Fast animals and slow kids e molti altri ancora ma hanno inventato le classifiche e bisogna provare a fare una selezione. Per voi quali sono gli album che hanno fatto la differenza in questo anno?

E che la buona musica sia sempre con voi. Buon anno!

 

 

 

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