Storie di cammino, 6

Nostalgia canaglia.

È stato il mio primo cammino. Breve, ma intenso. La prima volta in cui ho dato retta alla curiosità di scoprire cosa si prova a camminare per tanti giorni, ma soprattutto darsi del tempo. Un modo forse drastico per riprendere ad ascoltarsi e fare il punto della situazione. Mica è così semplice. Inizialmente durante i primi giorni vengono a galla i pensieri più superflui. L’attenzione cade sul caldo, sulla stanchezza, su quanta acqua si ha e sulla fame. Poi tutto questo passa in secondo piano. Uno perde la cognizione del tempo e arrivano quei pensieri che non ti aspetti o che ti aspetti, ma sei così sicuro di conoscerli a sufficienza per saperli sviare ed è lì che ti sbagli, ma ancora non lo sai. Pensieri di ogni tipo. La preoccupazione per qualcosa che non ti fa dormire la notte. Quella persona che ti manca e ancora ti domandi come sia possibile. La famiglia. Le paranoie su tutti i cambiamenti della tua vita. Lo stress lavorativo. Se avessi fatto quello. Il chissà se mi pensa. Il forse ho rovinato tutto. Riuscirò mai a creare anch’io una famiglia. Mi manca un po’ il gatto. Il non ho combattuto abbastanza per quel sogno. Mi piacerebbe ancora scrivere per qualche testata musicale. Non mi ha mai capito, perché? Chissà se avessi accettato quella proposta. Nonna quest’anno avrebbe compiuto tot anni. Ancora non capisco perché sia andata così. Arrivano tutti uno alla volta a bussare. Alcuni con un certo tatto, altri dritti come un pugno in faccia e quando cammini non puoi permetterti di crollare. Devi essere forte. Sei più forte, ma questo lo scoprirai strada facendo. Sei forte. Anche con le lacrime agli occhi. Anche se pensi che magari quella salita oggi non riuscirai a superarla. Anche se la tallonite o la vescica sull’alluce ti martella così tanto da farti piangere dopo 5 chilometri, ma di arrendersi non se ne parla. Anche se tutti quei ricordi ti fanno capire cosa hai dimenticato e cosa puntualmente hai finto di aver dimenticato. Sei forte perché si è forti anche nella debolezza, quando sei consapevole di cosa ti hai fatto soffrire puoi affrontare tutto. Tutti cadono. Tutti si rialzano. Ecco perché camminare fa bene. Liberi la mente.

2 risposte a "Storie di cammino, 6"

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